11 luglio 2007

Una mitica avventura d'estate (4° parte)

Arieccoci con questa lunga storia di una domenica estiva di alcuni anni fa.
Io non so quante parti saranno perché cerco di essere breve per non annoiare e preferisco fare più post.
Così a occhio e croce credo che saranno dai 6 agli 8 post.
Partiamo con questa quarta tranche:

Continuammo ad andare sempre dritto e nel frattempo ci stavamo pian piano sporcando le scarpe e il fondo dei pantaloni a causa del pantano che incontravamo.
La strada si era lievemente allargata ed ora si viaggiava un po’ meglio.
Ad un certo punto trovammo un passaggio con della terra asciutta al centro e due grandi pozze ricoperte di fango ai lati.
Franco (che faceva da cicerone) disse: “Ragazzi, anche qui facciamo come prima. Non ci facciamo prendere dal panico, passiamo dalla parte asciutta e non ci fermiamo per nessun motivo. Capito Eleonora?”
Eleonora: “Si, anche se ho paura!”
Partimmo e passammo tutti perfettamente, mancava solo una persona all’appello: l’Eleonora!
Quando toccò a lei, partì con una bella sgassata, ma arrivò a metà del percorso che incominciò nuovamente a rallentare e a traballare fino a quando non si fermò di nuovo.
A quel punto “SPLASH” inzuppò il piede dentro la pozza sulla sinistra e gli arrivava quasi fino a metà gamba.
Noi tutti scendemmo dai nostri motorini e l’aiutammo a togliere il piede da quella marmellata di fango.
Una volta fuori aveva sia il cavallo dei pantaloni che il piede completamente ricoperti dal fango, al punto tale da non riuscire a intravedere il colore dei vestiti.
L’Eleonora cominciò a piagnucolare e a dire: “La scarpa…”
Franco: “O Eleonora, siamo qui tutti in condizioni pietose e ti disperi per una scarpa piena di fango?”
Nicoletta (che piangeva e rideva contemporaneamente dal nervoso): “E io che cosa dovrei dire? Le mie scarpe sono bianche, le ho comprate ieri e sono da buttare via”.
Eleonora: “Sì, ma la scarpa….”
Io: “O Eleonora!! Quando torni a casa te le pulisci e basta. Siamo tutti nella tua stessa condizione”
Eleonora: “Si lo so, ma la scarpa….”
Franca: “BASTA!! Guarda me, le mie scarpe sono infangate come le tua”.
Eleonora (piangendo): “Si, ma io la scarpa l’ho persa. E’ dentro la pozza di fango”
Franco: “Come? l’hai persa? Ci mancava anche questa”.
La scena seguente si svolse così: Franco cercò di riprendere la scarpa girando un bastone dentro la profonda pozza (come si fa quando si cerca di raffreddare la minestra girandoci il cucchiaio dentro al piatto) ma la scarpa non fu ritrovata.
Io e la Nicoletta morivamo dal ridere, è vero che eravamo in una condizione pessima, ma non restava altro che riderci sopra sennò i nervi esplodevano.
Sembra veramente una barzelletta, ma tutto è andato veramente così.
Ma ancora non era finita…..

(FINE QUARTA PARTE)

2 commenti:

Matteo Mazzoni ha detto...

Della scarpa perduta nella pozzanghera mi ricordavo vagamente, ma non ricordavo le circostanze della perdita... Dev'esserci dell'altro, visto che vuoi scrivere almeno un altro paio di post... Comunque posso dirti con certezza che se questo avvenne il giorno in cui si festeggiava il compleanno di mia sorella Sara, non era estate, erano i primi di maggio...

Gabriele ha detto...

Mi sembrava fosse estate perchè era un giorno molto caldo.
Poi non ha importanza che stagione fosse, l'importante è che mi ricordi bene quel che accadde quel giorno e ti assicuro che un'avventura così non si dimentica facilmente